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CHIARA FUSI – 338 86 11 613
Sono nata a Milano il 3 febbraio 1963.
Mi sono sposata nel 1989; ora però sono affettuosamente separata, con Renato, un "gigante" di uomo. Tra i migliori risultati della mia vita, ci sono i miei figli: Tommaso, nato nel 1993 e Beatrice nel 1996.
Sono counselor ad indirizzo gestaltico, e counselor artistico; mi sono diplomata nel 2005 presso il C.S.T.G. (Centro Studi di Terapia della Gestalt).
Assieme a Cristina Tegon, ho fondato nel febbraio del 2007, l’ Associazione Culturale "e m o z i o n
ARTI – per una cultura delle emozioni " un’associazione che si è costituita con l’intento di divulgare la cultura delle emozioni attraverso il counseling e che ha già esperienze di conduzione gruppi con bambini e ragazzi di diverse fasce di età e con adulti. Per conoscere le iniziative in corso si può consultare il sito dell’associazione alla pagina "programma incontri" (www.emozionarti.com ).Ricevo nel mio studio, che è anche la sede
dell’associazione, a Milano, in via Malatesta, angolo via Padulli, 10. Lo studio
è anche laboratorio artistico ed esperienziale ed è stato dipinto ed arredato
proprio con l’intento di creare gli stimoli utili al contatto emozionale. Ad
esempio, in uno dei locali una parete rappresenta il giorno, il sole, la luce;
quella opposta la notte, la luna, l’ombra. Scegliere dove sedersi e scoprire da
quale delle due pareti ci si sente più attratti, può già essere significativo
del proprio "qui ed ora"…
Un curriculum essenziale potrebbe limitarsi a
questi dati, ma se vi interessa sapere come sono approdata al counseling alla
soglia dei miei primi 40 anni, potete continuare a leggere.
Sono figlia di una pittrice-scrittrice, sorella di un pittore-scrittore; dopo una carriera scolastica decisamente sbagliata (diploma di ragioneria) e una breve esperienza lavorativa altrettanto inadatta come impiegata, dal 1983 al 1997 trascorro 13 anni immersa nei colori e nei materiali utili alle tecniche decorative più disparate, imparando e sperimentando direttamente da artisti ed artigiani in ogni angolo del mondo.
In questi anni lavoro come insegnante, organizzatrice e coordinatrice dei corsi di pittura, delle convention a tema ed alla stesura dei manuali tecnici alla Hobbyceram International School of Decorative Arts, la più grande scuola di arti decorative italiana, con 12 sedi sul territorio, altrettante dislocate in Europa, una in Brasile, ed una anche in Tailandia, a Bangkok .
A metà degli anni novanta però, con due bambini piccoli, girare per il mondo diventa disagevole e fonte di malessere; modificare le mie mansioni all’interno della scuola mi porta però ad una situazione stagnante che non mi da stimoli e mi fa soffrire, quindi decido di lasciare tutto e cambiare lavoro.
Intraprendo altre attività, con mansioni legate soprattutto al marketing, alla promozione e alla vendita in svariati settori merceologici e comincio ad occuparmi anche dell’aspetto motivazionale e psicologico, studiando come autodidatta. Successivamente lo studio della psicologia, soprattutto la cosiddetta "psicologia del cambiamento", la Programmazione Neuro Linguistica (PNL), mi appassiona sempre di più, portandomi a frequentare diversi corsi e seminari, di cui il più significativo, quello a Milano del 1997 con il formatore americano Antony Robbins, fondatore della scienza delle Neuro-Associazioni.
Nonostante l’intensa quantità di impegni, un lavoro interessante, due figli in buona salute, un marito gentile e presente, negli anni successivi mi sopraggiunge una profonda inquietudine, un senso inspiegabile di solitudine, che mi porta a cercare delle risposte a domande che faccio fatica anche a formulare.
Provo una immensa "solitudine di intimità": parlo con le persone e mi sembra di essere sintonizzata su altre frequenze; dormo con mio marito ma non riesco a provare complicità né condivisione, frequento le amicizie ma spesso sento di non riuscire a comunicare né ricevere nulla di autentico.
Mi sento sempre più amareggiata, la maggior parte delle attività che svolgo durante la giornata mi trasmette un senso di inutilità che mi rende sempre più inquieta. Non riesco a capire cosa né dove cercare qualcosa che possa colmare questo senso di vuoto che spesso mi avvolge come una coperta di piombo.
Nel 1999, rispondo istintivamente ad un annuncio radiofonico dove cercano volontari per una linea di ascolto telefonico "Voce Amica" che dice "Tutti chiamano…ma chi risponde?". Passo la selezione iniziale e sono ammessa al corso di formazione che dura 4 mesi. Per la prima volta nella mia vita mi viene chiesto di soffermarmi su "cosa provo, come mi sento" rispetto agli argomenti trattati durante le telefonate simulate e non ad elaborare soluzioni razionali o apprendere risposte uniformate. Ultimata la formazione comincio la mia attività come volontaria e scopro un sorprendente spaccato di mondo che cerca conforto e compagnia attraverso una telefonata anonima.
Incontrare questo mondo, vivere questo particolare contatto, attiva in me una nuova curiosità, dà origine ad una vera e propria "fame di relazioni autentiche".
Raccontando a mio fratello Stefano (allora responsabile dell’ufficio stampa della Red Edizioni) di questa esperienza come volontaria, mi dice: "Ah! Praticamente stai facendo del counseling, lo sai?"- "Sto facendo cosa???" gli chiedo; così mi racconta che una sua amica, Marcella Danon, ha appena pubblicato un libro sull’argomento, che il counseling è una nuova professione ancora sconosciuta in Italia...e così via. Sento subito una profonda attrazione per questa "cosa". Il giorno seguente attraverso la città in macchina nell’ora di punta per procurarmi quel libro. Lo leggo e mi sembra qualcosa di molto difficile, una professione che necessità di qualità così vaste e poliedriche...ma continuo ad esserne molto attratta. Alla fine del testo c’è l’elenco delle scuole accreditate SICo, la Società Italiana Counseling, e scrivo a tutte quelle il Lombardia per avere informazioni: accessibilità, orari, impegni, costi. Faccio qualche colloquio...Sì, si può fare, lo voglio fare! Scelgo una scuola ad indirizzo gestaltico, che comincio a frequentare il 3 febbraio del 2002, proprio il giorno del mio 39° compleanno.
Subito mi rendo conto che il counseling è per me qualcosa di più della possibilità di una nuova professione, che non è stato un caso averlo incontrato proprio in questo momento delle mia vita.
Il counseling mi appare più come un linguaggio, un mezzo per entrare in sintonia con gli altri attraverso l’ascolto, l’empatia, la simpatia, l’apertura: un’accoglienza che porta ad un’inclusione sempre maggiore...e forse è proprio il linguaggio che mi mancava per sintonizzarmi con gran parte del resto del mondo.
Comincio ad andare oltre quella sensazione di isolamento che mi opprimeva, a migliorare relazioni difficoltose, ad instaurarne di nuove, a trovare il coraggio di concludere quelle insane o a senso unico.
In questi ultimi 5 anni ho imparato ad attraversare il dolore, uscendo dall’illusione di eliminarlo solo ignorandolo; ho fatto scelte molto difficili e conosciuto il vuoto assoluto, ma ho ritrovato la passione per l’arte e la pittura, ho programmato e riacquistato un’indipendenza economica perduta dopo le gravidanze ed incontrato tante nuove persone, alcune realmente meravigliose.
Conclusa la mia formazione alla scuola di counseling, unire le mie passate competenze artistiche e dare loro una nuova identità emotiva è stato quasi inevitabile, un passo naturale.
Questo mi ha portata a proporre ed organizzare gruppi di counseling ad indirizzo artistico che sono stati molto apprezzati dai partecipanti e che, dopo la nascita dell’associazione assieme a Cristina, si sono arricchiti della componente corporea, divenendo così ancora più articolati e completi.
Attualmente il counseling non è la mia unica occupazione: mantengo comunque la mia "vecchia" attività commerciale (un’ottima palestra per la gestione concreta di relazioni personali), e collaboro con la scuola di counseling, il C.S.T.G., per la parte organizzativa relativa ai corsi di counseling e psicoterapia in conformità con le procedure per il sistema qualità ISO 9001:2000.
Dal 2008 sono tutor nella nuova classe per il triennio di counseling, sempre presso il C.S.T.G.
Sono attratta dal colore lilla, dall’acqua, dalle persone ricettive, propositive, curiose.
Mi piacciono le situazioni complesse, i cambiamenti, le novità, i paradossi, i gatti, il sole;
odio l’afa, le situazioni stagnanti, la menzogna come stile di vita, la rassegnazione, il lamento.
L’unico vero
lusso che esiste al mondo, secondo me, è l’autenticità.
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